Se accendi la televisione di sera non puoi fare a meno di imbatterti in qualche medico legale che sega squarta e a suoi dire analizza un cadavere. In genere il medico legale ha un ruolo ancillare ma sempre più serie ormai sono ispirate e dominate dai segaossa. In genere il medico legale conversa d'altro con l'investigatore mentre sega e analizza. Da dove è uscita la pallottola? Mia moglie mi ha litigato, ho dimenticato di andare a prendere la bimba a scuola. Seghiamo. Cosa c'è nello stomaco del morto? Apriamo. Chi è quella bomba bionda dell'ufficio indagini interno? La spia è stata centrata da un colpo di lanciarazzi (e si vede un troncone umano bruciacchiato con un maxi buco nella pancia). Ricostruiamo il cadavere carbonizzato. E così via. Da quando nelle serie televisive si è imposta la scientifica a discapito del fiuto del tenente Colombo o di Kojak, il vetrino del microscopio al posto dello studio delle relazioni umane che ha portato al delitto, il medico legale ci tiene una discutibile compagnia tutte le sere. Il problema è che il vero scienziato galileano è il tenente Colombo, con il suo sistema geniale e laico basato sull'ingenuità e sulla verifica, sull'intuito e la ricognizione dei luoghi a rischio di fare figuracce e di essere deriso e non compreso: ma salvato sempre dall'autoironia. I telefilm dozzinali di oggi, per quanto orribilmente patinati, con troppi personaggi bombastici e dopati, ci propongono una scienza parziale e stregonesca. Che stupisce con particolari raccapriccianti senza spiegare niente.
domenica 21 settembre 2008
sabato 20 settembre 2008
giovedì 4 settembre 2008
Figlie di Sarah Palin
Ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere.
mercoledì 3 settembre 2008
Facce da cinema
Che Silvio Orlando, Isabella Ferrari e Valerio Mastrandrea siano gli attori di punta del nostro cinema è qualcosa che mette semplicemente angoscia. Dal talento immenso di Tognazzi e Gassman, Mastroianni, Stefania Sandrelli, Monica Vitti, Alberto Sordi... e aggiungi gente di valore come Giuliano Gemma e Thomas Milian... e mille altri grandi del cinema di genere... siamo adesso a queste facce semi-inespressive e sempre uguali. Solo l'assai imborghesito Castellitto sembra una faccia con cui si può combinare qualche cosa, fargli cambiare umore ed espressione, giocare con le luci e con le ombre. Come fa a esistere un cinema senza facce da cinema? Gente in giro che parla di rinascita del cinema italiano? Ma dove? Ma come senza facce, senza storie da raccontare, senza grandi sceneggiatori? Le facce però in giro ci sono, per strada ogni tanto ne vedi ancora. Basterebbe che i registi si guardassero intorno, però Ozpetek ci spiega candidamente che a lui certi ambienti "difficili" interessano pure, però non li frequenta. Meglio l'interno borghese, o un racconto popolare più simile a una soap che alla realtà. Silvio Orlando, Isabella Ferrari e Valerio Mastrandrea nei tempi d'oro del cinema italiano sarebbero niente più che bravi caratteristi. Basta guardare Alvaro Vitali per capire che ha più talento lui, perché lui sicuramente sa di essere una faccia vera. Pupi Avati ha finito per preferire Ezio Greggio, e ha ragione da vendere, ha visto la faccia, non ci voleva molto a capire che doveva fare del cinema. Poche facce in un panorama di replicanti incipriati.
martedì 2 settembre 2008
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