mercoledì 3 settembre 2008

Facce da cinema

Che Silvio Orlando, Isabella Ferrari e Valerio Mastrandrea siano gli attori di punta del nostro cinema è qualcosa che mette semplicemente angoscia. Dal talento immenso di Tognazzi e Gassman, Mastroianni, Stefania Sandrelli, Monica Vitti, Alberto Sordi... e aggiungi gente di valore come Giuliano Gemma e Thomas Milian... e mille altri grandi del cinema di genere... siamo adesso a queste facce semi-inespressive e sempre uguali. Solo l'assai imborghesito Castellitto sembra una faccia con cui si può combinare qualche cosa, fargli cambiare umore ed espressione, giocare con le luci e con le ombre. Come fa a esistere un cinema senza facce da cinema? Gente in giro che parla di rinascita del cinema italiano? Ma dove? Ma come senza facce, senza storie da raccontare, senza grandi sceneggiatori? Le facce però in giro ci sono, per strada ogni tanto ne vedi ancora. Basterebbe che i registi si guardassero intorno, però Ozpetek ci spiega candidamente che a lui certi ambienti "difficili" interessano pure, però non li frequenta. Meglio l'interno borghese, o un racconto popolare più simile a una soap che alla realtà. Silvio Orlando, Isabella Ferrari e Valerio Mastrandrea nei tempi d'oro del cinema italiano sarebbero niente più che bravi caratteristi. Basta guardare Alvaro Vitali per capire che ha più talento lui, perché lui sicuramente sa di essere una faccia vera. Pupi Avati ha finito per preferire Ezio Greggio, e ha ragione da vendere, ha visto la faccia, non ci voleva molto a capire che doveva fare del cinema. Poche facce in un panorama di replicanti incipriati.

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